Come pulire i carciofi
Ecco come si puliscono i carciofi.
Per evitare che si facciano le mani nere, potete usare dei guanti.
Ecco come si presenta il carciofo all’acquisto.

Tagliate il gambo e la punta delle foglie con un coltello.

Eliminate le foglie del carciofo più esterne e dure.

A seconda dell’uso che ne dovete usare, conservate i carciofi interi, tagliateli a metà o a spicchi; conservate i carciofi in acqua acidulata con succo di limone fino al momento di utilizzare.

pubblicato da banShee il 25 gennaio 2010 alle 07:00 - Categoria: Scuola di cucina - Ricetta Come pulire i carciofi | 0 Commenti
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Come pulire l’ananas
Pulire un’anans è molto più facile di quanto il suo aspetto faccia supporre.
Esiste in commercio un simpatico aggeggio che fa tutto da solo: lo si “avvita” e ci ritroviamo un’anans pronta da usare.
Ma come dobbiamo fare per pulire un’ananas noi comuni mortali dotati solo di coltello? Eccovi illustrato come faccio io.
Innanzitutto lavate l’ananas.

Tagliate il “ciuffo”.

Da qui in poi potete tagliare l’ananas in due moti, a seconda se vi serve a fette (tipo quelle del melone) o a rondelle.
Nel primo caso tagliate le fette e togliete poi la buccia e la parte interna più chiara e dura.
Nel secondo caso, potete fare così.
Sbucciate l’ananas.

Eliminate i residui di buccia (le parti tonde e spinose) con un coltello appuntito. Io di solito le tolgo a mano a mano che utilizzo l’ananas, dopo averlo tagliato a rondelle.
Eliminate la parte interna dura.

Tagliare l’ananas a fette.

Il mio non è un metodo universale ovviamente, potete pulire l’ananas come più vi fa comodo. L’importante è togliere la buccia e la parte interna.
Io ho usato quest’ananas per preparare il pollo all’ananas e lime e la mousse di ricotta e ananas che vedrete presto sul blog.
pubblicato da banShee il 8 settembre 2009 alle 11:30 - Categoria: Scuola di cucina - Ricetta Come pulire l’ananas | 0 Commenti
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Come pulire i calamari
Oggi inauguro la categoria “Scuola di cucina”. Mi sembrava il nome più adatto per raggruppare diversi argomenti che vorrei approfondire, come i metodi di cottura, come si pulisce il pesce, tecniche di decorazione e qualsiasi altra cosa non sia strettamente una ricetta.
Se vi interessa sapere qualcosa o avete qualche consiglio, potete lasciarmi un commento o scrivermi una mail, un po’ alla volta rispondo a tutti.
Passiamo ora a vedere come si puliscono i calamari.
Prendete i vostri calamari e metteteli in un contenitore (una pentola, una terrina, un colapasta..vedete voi :))

Staccate delicatamente la testa e mettetela da parte.

Spellate i calamari. Se sono freschi non avrete difficoltà.

Eliminate la cartilagine (sarebbe quella parte dura trasparente all’interno).

Sciacquate abbondantemente con acqua corrente in modo che la sacca risulti completamente pulita.
Prendete la parte con i tentacoli. Se vi sono rimaste attaccate le interiora, eliminatele, dopodichè giratela alla rovescia e togliete il “becco” del calamaro. E’ facilmente riconoscibile perchè ha proprio la forma di un becco (come potete vedere dalla foto) e perchè è molto duro.


Ora bisogna eliminare gli occhi. O tagliate la parte con i tentacoli a metà e li togliete dall’interno con delle forbici o un coltello, oppure li schiacciate con le dita verso l’esterno. Dipende da quanto siete impressionabili.


Sciacquate per bene anche i tentacoli. Ed ecco il vostro calamaro pulito e pronto da cucinare.

pubblicato da banShee il 29 giugno 2009 alle 14:16 - Categoria: Scuola di cucina - Ricetta Come pulire i calamari | 4 Commenti
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Temperaggio del cioccolato
Quando si scioglie il cioccolato, il burro di cacao da esso contenuto, tende a cristallizzarsi in maniera irregolare. Questo fa sì che una volta risolidificato, il cioccolato diventi opaco e assuma una consistenza diversa; occorre quindi temperarlo. Grazie al temperaggio del cioccolato, esso non perde le proprie caratteristiche organolettiche, ma resta lucido e croccante.
Ora vi mostrerò il processo di temperaggio del cioccolato fondente. Per quanto riguarda quello a latte, vi scriverò le varie temperature tra parentesi.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, facendo in modo che l’acqua non arrivi mai a bollire. Fate attenzione a non far andare goccioline d’acqua all’interno del pentolino col cioccolato.

Il cioccolato deve essere sciolto in maniera uniforme ed arrivare ad una temperatura di 45°.


A questo punto prendete 2/3 del cioccolato e versatelo su un piano di marmo o di acciaio. Lavorate il cioccolato con una spatola (più una per pulire la prima :P) e fatelo raffreddare fino a raggiungere una temperatura di 29° (se state temperando del cioccolato al latte, deve arrivare a 27°).
Se come me non siete così fortunati da avere un piano di marmo o di acciaio, per raffreddare i 2/3 del cioccolato, immergete il contenitore col cioccolato in acqua ghiacciata, mescolando continuamente e facendo attenzione a staccare il cioccolato dalle pareti del contenitore.

Rimettete il cioccolato nel contenitore insieme a quello tenuto da parte, e, sempre a bagnomaria, portatelo ad una temperatura di 31° (29° per il cioccolato al latte).

Per vedere se il temperaggio del cioccolato è riuscito, potete metterne un po’ su una spatola. Se si solidifica in circa 3 minuti e resta lucido, allora siete riusciti a temperare il cioccolato.
A questo punto potete usare il cioccolato temperato per fare cioccolatini, uova di Pasqua, decorazioni e quant’altro.
pubblicato da banShee il 6 aprile 2009 alle 12:24 - Categoria: Ricette di base, Scuola di cucina - Ricetta Temperaggio del cioccolato | 9 Commenti
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